PEC: mbac-sab-umb@mailcert.beniculturali.it   E-MAIL: sab-umb@beniculturali.it
Tel. (+39) 0755052198; 0755055715

Soprintendenza archivistica e bibliografica dell'Umbria

Statuti umbri

Il progetto di digitalizzazione degli statuti comunali dell’Umbria dagli anni 2000 ad oggi

Occorre tornare indietro nel tempo, nell’anno 1997, per descrivere il progetto di digitalizzazione degli antichi statuti comunali umbri, quando l’allora Soprintendenza archivistica per l’Umbria diede avvio al progetto che, finanziato dal Ministero dei Beni culturali e ambientali,  prevedeva, appunto, la riproduzione su cdrom e la schedatura informatica degli antichi testi normativi comunali umbri, manoscritti e a stampa. L’intervento, uno dei primi se non  il primo nel settore dei beni archivistici in Italia, avrebbe garantito la salvaguardia dei documenti originali permettendo la più ampia diffusione e conoscenza di un patrimonio di grande interesse istituzionale, storico ed artistico.

Nel 2001, alla conclusione del progetto, risultarono acquisite circa 22.000 immagini digitali di 114 statuti, fra i più antichi conservati presso gli archivi storici dei Comuni umbri e le biblioteche comunali. Tali immagini furono corredate da una scheda descrittiva elaborata dagli archivisti della Soprintendenza, in base ad un apposito programma informatico. Attualmente le suddette riproduzioni digitali sono raccolte in 26 compact disc, organizzati per territorio di provenienza, e riversate nel software Statuti con le relative descrizioni archivistiche.

Numerosi studiosi e ricercatori umbri hanno utilizzato, la banca dati acquisita dalla Soprintendenza e ottenuto, dietro richiesta, la copia masterizzata dello statuto o degli statuti oggetto dei loro studi. Inoltre una copia delle immagini acquisite è stata consegnata ad ogni Ente detentore dello statuto riprodotto.

Tanti, dunque, gli antichi testi riprodotti, ma tanti altri ancora erano rimasti fuori dal progetto iniziale, da qui la spinta a programmare un nuovo intervento al fine di acquisire anche gli statuti di Comuni non compresi nel precedente lavoro, completandolo. Il progetto ha avuto seguito nel 2016, a distanza di diversi anni, quando la  Direzione generale del bilancio del MIBACT, Servizio II, ha approvato il programma triennale 2016-2018 del Ministero, assegnando alla Soprintendenza archivistica e bibliografica  dell’Umbria e delle Marche, la somma di € 250.000,00 nel triennio 2016-2018, per l’“Intervento di completamento della schedatura e digitalizzazione degli statuti comunali umbri dei secoli XV-XIX, di proprietà di alcuni Comuni umbri, enti pubblici, ecclesiastici o privati cittadini, non riprodotti nel corso del precedente intervento condotto dalla Soprintendenza archivistica per l’Umbria nel periodo 1997-2001”.

Il progetto riguardava 204 nuovi documenti risultato di una selezione effettuata sulla base delle relazioni agli atti della Soprintendenza archivistica e dei dati presenti nel volume, Repertorio degli Statuti comunali Umbri, curato da Patrizia Bianciardi e Maria Grazia Nico Ottaviani,  pubblicato a Spoleto nel 1992 al n. 28 della collana curata dal Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo, 28. La lista ha subito alcune modifiche e si è arricchita di diversi testi individuati a seguito di ulteriori indagini effettuate nel corso degli anni 2018-2019, anni in cui si è protratto lo svolgimento del Progetto. Di quest’ultimi fanno parte tre statuti, precedentemente andati perduti e recuperati nel corso degli anni 2018-2019 a cura di funzionari della Soprintendenza.

Una prima parte dell’intervento è stata effettuata entro il 2018 ed ha riguardato 80 statuti, conservati negli Archivi di Stato di Perugia e di Terni e rispettive sezioni di Foligno, Spoleto e Orvieto, per un totale di circa 10.000 riproduzioni digitali. L’attività è stata svolta presso le sedi di conservazione da ditte e archivisti altamente qualificati.

Una seconda parte dell’intervento è stata affidata, tramite una gara di appalto nel MEPA, ad una ditta specializzata, la SPACE Spa di Prato, che ha effettuato l’intervento nei mesi di settembre – dicembre 2019.

Diverso è stato il modo di operare. Le digitalizzazioni sono state realizzate con uno scanner planetario,  rispettando sia nell’attrezzatura che nella procedura, gli standard di qualità richiesti per la preservazione degli originali nelle diverse sedi di conservazione dei documenti, 25, per un totale di 95 unità, tra statuti e frammenti. L’intervento ha avuto l’avvio a partire dall’Archivio di Stato di Perugia, per proseguire, sempre a Perugia, con la Biblioteca Augusta, e via via percorrendo un itinerario che ha toccato oltre 20 città dell’Umbria. Con il suddetto intervento, conclusosi alla fine del 2019, la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria e delle Marche ha acquisito 14.000  immagini digitali di statuti. La realizzazione del lavoro è stata possibile anche grazie alla collaborazione e disponibilità fornita da tutti gli Enti interessati, che si sono prestati al meglio mettendo a disposizione spazi adeguati e personale per seguire le esigenze degli operatori. Le acquisizioni sono in tre formati, una nativa in tif e due in jpg alta e bassa risoluzione, secondo le indicazioni dell’Istituto Centrale degli Archivi del MiBACT.

I dati acquisiti stanno implementando il data base della Soprintendenza il quale sarà un importante punto di riferimento per gli studiosi che potranno consultare i testi on line e di avere quindi a disposizione una grande memoria storica. Inoltre, lo studio delle unità riprodotte permetterà l’individuazione dei registri che versano in un cattivo stato di conservazione e sui quali, pertanto, potranno essere programmati interventi di restauro per garantirne la salvaguardia. Il progetto prevede, infine, nel corso degli anni 2020-2021, l’acquisizione digitale di circa 45 statuti conservati fuori dall’Umbria soprattutto a Roma presso la Biblioteca del Senato della Repubblica, l’Archivio di Stato, la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Biblioteca Vallicelliana e l’Archivio Segreto Vaticano e a Firenze, due unità una all’Archivio di Stato e una alla Biblioteca Nazionale. La finalità del progetto è quella di rendere disponibile l’intera banca dati nel web, ciò garantisce, principalmente: facilità di reperimento dei testi e salvaguardia degli originali da consultazioni troppo frequenti.

Per gli statuti del Comune di Perugia, sono state copiate le immagini degli statuti conservati dall’Archivio di Stato di Perugia e acquisite tramite il Progetto IMAGO. Tali immagini sono pubblicate in internet all’indirizzo dell’Archivio di Stato di Perugia  https://bit.ly/2UFCL1V. Si tratta dei registri (20 unità, nn. 1-20) e frammenti e copie (numerati da 12.1 a 12.13) dei secoli XIII-XVI delle leggi fondamentali del Comune di Perugia, che regolavano il funzionamento della magistrature a partire dallo statuto più antico del 1279.

Complessivamente la Soprintendenza ha acquisito circa 4870 immagini che saranno riversate nel software Statuti. Parallelamente si è proceduto alla descrizione archivistica dei suddetti documenti al fine di implementare il suddetto software anche nella parte descrittiva. Il settore relativo agli Statuti comunali di Perugia, è stato arricchito anche con la riproduzione degli statuti a stampa e manoscritti, dei secoli XVI-XVIII, conservati presso la Biblioteca dell’Archivio di Stato, la Biblioteca comunale Augusta e nell’archivio della Fondazione agraria di San Pietro di Perugia.

Va infatti sottolineato che per alcuni luoghi o cittadine, oggi Comuni anche di una certa importanza, non sembrano esistere statuti o capitoli a cui la comunità, in antico, facesse riferimento. Probabilmente si trattava di comunità direttamente soggette al Comune territorialmente dominante. Mentre per numerose località, un tempo comunità in parte o del tutto autonome, sono reperibili capitoli o statuti di pregio, anche se quegli antichi castelli o sobborghi cittadini, oggi sono soltanto vocaboli o frazioni di insediamenti più grandi.

Scorrendo quindi l’elenco generale degli statuti riprodotti, sono stati individuati ben 204 testi normativi. Perugia (Biblioteca Augusta e Archivio di S. Pietro); l’Archivio di Stato di Perugia, le sue Sezioni, l’Archivio di Stato di Terni e la Sezione di Orvieto. L’Opera del Duomo di Orvieto, la Biblioteca comunale di Terni, ecc.., archivi ecclesiastici e privati.

Molti manoscritti, o antichi e rari testi a stampa, riprodotti o da riprodurre, oltre ad essere difficilmente raggiungibili in quanto fisicamente distanti o collocati in archivi o biblioteche aperte al pubblico solo occasionalmente, creano grandi difficoltà per la lettura dei testi e sono frequentemente in cattivo stato di conservazione. Le immagini immagazzinate nel “data base” garantiscono pertanto la sopravvivenza di questi testi nel tempo, ne facilitano il reperimento per gli studiosi, salvaguardano gli originali da consultazioni troppo frequenti.

Inoltre, lo studio delle unità da riprodurre, permetterà l’individuazione dei registri che versano in cattivo stato di conservazione e sui i quali, pertanto, saranno programmati puntuali interventi di restauro, per garantirne la salvaguardia.

 



Ultimo aggiornamento: 14/01/2021